L’uomo dei cerchi azzurri

26 Febbraio 2017

L’uomo dei cerci azzurri di Fred Vargas – 1992 Einaudi

Nel commissariato di Parigi operano personaggi atipici, logorati dalla vita, originali che poco incarnano lo stereotipo della classica Polizia. A capo il commissario Adamsberg, distratto, lento e riflessivo amante dei temporali e dei misteri, che sa cogliere l’essenza delle persone attraverso solitarie passeggiate lungo la Senna. Soprannome: “ spalatore di nuvole”. Da qualche mese a Parigi, compaiono dei cerchi azzurri disegnati sulla strada con il gesso: pare siano casuali, un oggetto dimenticato al centro, un accendino, il tappo di una bottiglia di birra, una scritta sempre uguale…Giornalisti e psichiatri dibattono ma Adamsberg no, lui sa, lo sente che prima o poi un cadavere comparirà…
Della stessa autrice: personalmente Vi consiglio di leggere il libro recensito, il primo che ho letto, poi sarebbero tanti, tra i quali: I tre evangelistiIo sono il tenebrosoTempi glaciali, tutti insomma…

Note sull’autrice: Fred Vargas è lo pseudonimo di Frédérique. Fred è il diminutivo adottato in omaggio alla sorella gemella Jo, pittrice, che nelle sue opere si firma Vargas ( peraltro Vargas è il cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film “ La contessa scalza”). E’ ricercatrice di Archeozoologia specializzata in medievistica, in Francia. La singolarità che incuriosisce nell’autrice, è che ogni suo romanzo è scritto in 21 giorni, cioè durante il periodo di vacanza che si concede una volta l’anno; con la sorella Jo, editor privilegiato, rivedono poi il testo. Dal 1992 ha pubblicato quasi un libro l’anno e devo dire la verità, è un appuntamento imprescindibile. I suoi romanzi sono caratterizzati da una straordinaria ricerca psicologica dei personaggi descritti, accompagnati da un’accurata ricostruzione ambientale, geniali. Tra le righe saprete cogliere un’ insolita poesia che saprà farvi amare i personaggi se pur con i loro difetti e attendere con impazienza la stampa del prossimo libro.

Le finestre
In queste stanze oscure, dove passo
giorni gravosi, vado avanti e indietro,
cercando le finestre. – Mi consolerà
se si apre una finestra. –
Ma non ci sono finestre, o non riesco
a trovarle. E forse è meglio così.
Sarà una nuova tirannia la luce.
Chissà che cose nuove mostrerà.
Costantino Kavafis

di Eleonora Masini

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